PREMESSE
Il Movimento degli Scudieri nacque in Francia e tra le due guerre mondiali. La Luogotenenza di quella Nazione aveva un movimento giovanile degli “Scudieri” che fu ripristinato nel 1999, allargato definitivamente alle “Demoiselles“, denominazione attribuita alle giovani donne che ne facevano parte. Esso, d’intesa con il Gran Magistero, fu ripreso, a titolo sperimentale e all’interno della luogotenenza.
Gli appartenenti sono facilmente riconoscibili nelle celebrazioni in Francia, ove la presenza è costante, per il corto mantello nero. Dal proprio interno, esprimono mediamente tre nuovi cavalieri per anno. Il loro contributo alla vita dell’Ordine è giudicato in modo assai positivo (Fonte: Luogotenenza di Francia).
Di questo movimento si è parlato in diverse riunioni delle Luogotenenze, ad esempio durante quella europea del giugno 2018 al Gran Magistero e, poi, alla Consulta del 2018. divenendo oggetto di una circolare della Cancelleria. Essa incoraggiò a valutare l’estensione dell’esperimento. Su questo progetto si avviarono alcune iniziative, anche nella nostra Luogotenenza, che subirono la battuta d’arresto derivata dalla pandemia del 2019-2021.
Passata questa tempesta internazionale, nella nostra Luogotenenza si ritornò a riflettere su alcune considerazioni, anzitutto sull’esigenza crescente di avvicinare giovani di ambo i sessi, attratti dalla spiritualità e dagli ideali che l’Ordine propone, per garantire la trasmissione generazionale dei valori. Non si sottovalutavano le difficoltà poste dalla diffusa laicizzazione della nostra società, fenomeno che pesa maggiormente sulle nuove generazioni; tuttavia, proprio nell’età giovanile si riconoscevano presupposti atti a far sviluppare attrazione per gli alti ideali che l’OESSG propone: spiritualità cristiana vissuta e testimoniata in modo comunitario, fratellanza, solidarietà per il prossimo, desiderio di promozione della pace.
Si decise così di proporre, anche nella nostra realtà territoriale, un’iniziativa che definisse un percorso specifico di avvicinamento all’Ordine, analogo e sufficientemente omogeneo rispetto a quello già tradizionale in Francia. Si pensò anche segni di riconoscibilità della categoria e alla ritualità dell’accoglienza, che non dovevano dare adito a confusione con gli appartenenti all’Ordine ammessi per investitura.
GLI SCUDIERE E SCUDIERE NELLA NOSTRA LUOGOTENENZA
Alcuni aspiranti di ambo i sessi furono proposti da più di una delegazione nel 2023. Nel frattempo, si elaboravano un regolamento, un rito di accoglienza e una preghiera specifica per il gruppo. Si stabilì, basandosi soprattutto sull’opinione di alcune dame impegnate in incarichi istituzionali, che la denominazione più opportuna delle giovani del movimento fosse quella di “scudiere”.
Il tutto aveva valore ad experimentum e all’interno della Luogotenenza, non senza però il supporto diautorità del Gran Magistero che espressero preziosi pareri e saggi consigli.
Nel 2024 si giunse all’accoglienza del primo piccolo gruppo, dopo la definizione finale del regolamento. In base ad esso la qualificazione di Scudiero/a è destinata a coloro che, per età o per un progetto di vita ancora in divenire (ci si riferisce soprattutto all’inserimento nel mondo del lavoro) mostrino interesse per i valori del nostro Ordine, senza che ricorrano ancora le condizioni per l’ammissione. Da questa particolare categoria di aspiranti, poiché come tali sono formalmente considerati, attraverso un percorso specifico, dopo opportuno discernimento e a tempo debito, potranno scaturire richieste di adesione.
Lo scopo dell’affiancamento degli Scudieri ai membri dell’Ordine del Santo Sepolcro è contribuire alla formazione spirituale, secondo il magistero della Chiesa e negli ideali dell’Ordine del Santo Sepolcro, di giovani credenti, uomini e donne, rientranti nell’arco della vita che va dai 18 ai 32 anni. Essi dovranno mostrare disponibilità a rivolgere il proprio sguardo alla Terra Santa, conoscerla, amarla e proporsi di sostenere i Cristiani che la abitano.
La selezione è affidata alle strutture territoriali. Dopo un’istruttoria spetta al Luogotenente avviare ciascun percorso. L’accompagnamento è affidato ai Delegati e Priori di delegazione. È previsto che con il crescere del numero l’accompagnamento si possa identificare in parallelo, a livello centrale, un cavaliere o dama esperti, e all’affiancamento a livello centrale di un ecclesiastico membro dell’Ordine.
Raggiunto il numero di venti tra scudieri e scudiere questa evoluzione è ora in corso.
Partecipando alle attività formative dei cavalieri e dame si dovrà raggiungere una particolare conoscenza della Terra Santa e delle attività caritatevoli che l’Ordine vi promuove. Unitamente alla prolungata frequenza accanto a dame e cavalieri essa potrà generare sia nel candidato che nei responsabili territoriali un discernimento, fondato su basi solide, sull’opportunità di una richiesta di ammissione.
Gli scudieri non sono membri dell’Ordine e la loro accoglienza non costituisce un’investitura. Non vi è alcun automatismo relativo all’approvazione di una futura domanda di ingresso, che andrà comunque formulata secondo le modalità statutarie e regolamentari. In caso di valutazione favorevole si terrà debito conto della formazione, verosimilmente prolungata, già conseguita.
Gli scudieri non sono tenuti al versamento di un’oblazione, ma partecipano alle iniziative e celebrazioni proprie dell’Ordine interviene, nonché alle attività formative, offrendo il loro supporto in forma di servizio.
L’età di ammissione va dai 18 ai 28 anni. Non è possibile permanere tra gli scudieri oltre il trentaduesimo anno: l’uscita dal movimento avverrà con l’ingresso nell’Ordine, ovvero con la presa d’atto che le scelte personali non si orientano in direzione di una richiesta di ammissione o, infine, per decadenza automatica al compimento del trentaduesimo anno. Questa decadenza non preclude un successivo avvicinamento all’Ordine secondo le usuali procedure.
Gli scudieri parteciperanno ai ritiri di spiritualità organizzati a livello territoriale. Al raggiungimento di un numero sufficiente di scudieri/e, la Luogotenenza promuoverà un ritiro annuale ad essi dedicato.
Saranno incoraggiati il pellegrinaggio ed anche altre esperienze in Terra Santa, che contribuiscano a formare una vocazione autentica all’ingresso nell’Ordine.
L’abito da chiesa distintivo degli scudieri di ambo i sessi di questa luogotenenzaè un mantello, aperto anteriormente, fermato sotto il collo, lungo non oltre il ginocchio, in panno di colore grigio scuro, con colletto risvolto in vellutino, bordato di rosso. Sulla spalla sinistra esso porta una croce di Gerusalemme di colore vermiglio di 25 cm.


