Giovedì 18 giugno i vertici della Luogotenenza, tra cui S.E. il Luogotenente Cav. Gr. Cr. Prof. Dott. Ennio Zerrillo, S.E. il Luogotenente d’Onore Cav. Gr. Cr. Prof. Dott. Giovanni Battista Rossi, oltre a diversi Consiglieri di Luogotenenza e Presidi di Sezione, hanno presenziato con vivo interesse e grande partecipazione al convegno “Curare, educare e costruire” in cui si sono approfondite le figure, le opere e gli esempi spirituali e di carità di San Bartolo Longo, Santo laico del nostro Ordine, San Giuseppe Moscati e del Beato Giuseppe Toniolo.





di seguito l’Articolo del Pontificio Santuario di Pompei
“Sono stati tre testimoni di santità e di gioia”. Sono le parole dell’Arcivescovo Domenico Sorrentino, Vescovo emerito di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno che, giovedì 18 giugno, ha concluso il convegno sul tema “Curare, educare, costruire. Fede e bene comune nel pensiero di Bartolo Longo, Giuseppe Moscati e Giuseppe Toniolo”, tenutosi in serata nella Sala Marianna De Fusco del Santuario di Pompei (Monsignor Sorrentino è anche il postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione del Beato Toniolo).
Il Convegno, organizzato dall’Istituto “Giuseppe Toniolo”, si è aperto con il saluto introduttivo dell’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, che ha definito i Santi Longo e Moscati e il Beato Toniolo “tre uomini di profonda fede accomunati dal radicamento nel Vangelo, dall’amore per i fratelli che si concretizza nella continua ricerca del bene comune, dalla capacità di analisi del presente e di visione del futuro, dall’essere laici profondamente inseriti nella società umana e con un profondo senso di appartenenza, direi di amore filiale, alla Chiesa”. È seguito poi il saluto dell’Onorevole Giuseppe Fioroni, Vicepresidente dell’Istituto Toniolo, che ha ricordato come l’ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore abbia proseguito, nel solco tracciato dal Beato, sociologo ed economista, l’impegno nella formazione cercando sempre sinergie al servizio della costruzione del bene comune.
Le figure dei tre testimoni della fede sono state delineate da tre illustri relatori.
Angelo Scelzo, direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei” e già vicedirettore della Sala Stampa vaticana, ha parlato di San Bartolo mettendone in rilievo la capacità di creare, intorno a sé, un movimento di uomini e di donne al servizio della collettività.
Il medico Antonio Falcone, Vicepresidente e vicario dell’Associazione Medici Cattolici Italiani e Coordinatore nazionale del movimento “Cristiani in cammino per un nuovo umanesimo”, si è soffermato sull’opera di San Giuseppe Moscati, proponendolo a modello per ogni collega che si rapporta a un ammalato. “Ricordatevi – scriveva Moscati a un giovane dottore – che non solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime”. Non è un malato a stare di fronte a un medico, ma “un’anima immortale”.
Monsignor Nicola Longobardo, Presidente dell’Accademia di studi “Giuseppe Toniolo”, ha tracciato una biografia del Beato che ha speso un’esistenza di studio e di idee per liberare dalla povertà e dalla subalternità ampie classi di lavoratori. A guidarlo, però, non erano solo leggi economiche o indirizzi sociologici, ma il radicamento nel Vangelo e una fede profonda.


