Lo «sguardo della Fede», quel sottile, impalpabile ma tenace filo in grado di far comunicare fra loro persone che, provenendo da tutto il mondo, parlano lingue diverse, ma che, nonostante questo limite, riescono in ogni caso a intendersi perfettamente. Sono gli sguardi che oltre 3500 Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro hanno visto incrociarsi nel corso di tre giornate intense e grondanti pura spiritualità. Attraversando le imponenti e mastodontiche navate delle quattro Basiliche Papali di Roma – rispettivamente la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, la Basilica di San Giovanni in Laterano, la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Pietro –, i Pellegrini dell’Ordine hanno potuto dare concreta testimonianza della Fede che tutto rende possibile. Guidata dal Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica, S.E. Cav. di Gran Croce Giovanni Battista Rossi, la nostra Luogotenenza ha visto la partecipazione di circa 170 tra Cavalieri, Dame e Scudieri, accompagnati da altrettanti rispettivi familiari. Le parole possenti e mirate del Gran Maestro, dell’Assessore e del Santo Padre continuano a risuonare nei cuori commossi di chi, sfidando distanze e difficoltà logistiche, ha percorso con Fede il Sacro Cammino Giubilare della Speranza. Il Santo Padre, nel corso dell’Udienza Particolare, ha magistralmente sottolineato quanto e come gli scopi e la missione dell’Ordine ben rappresentino metaforicamente le finalità del Pellegrinaggio Giubilare: l’attesa fiduciosa, lo zelo nella carità e lo slancio gioioso della speranza guidano e orientano i passi dei Cavalieri e delle Dame in ogni singolo istante della vita. Ecco che, dunque, il Pellegrinaggio è sempre più da intendersi quale simbolo della ricerca del senso ultimo della propria esistenza: non un punto di arrivo, ma una tappa da cui ripartire per rimettersi in marcia verso la prima e unica vera meta finale, ovvero una piena e autentica comunione con Dio nell’orizzonte infinito dell’eternità.

































